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L'arte di investire

 

 

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Analisi tecnica

In questa pagina saranno analizzati titoli e mercati in base alle tecniche di analisi tradizionali ed innovative. Di fianco la copertina del libro di J. Murphy ritenuto tra i più importanti trattati sull'argomento. Altri libri consigliati sono: Technical analysis explained (Martin J. Pring), Stock Market Wizard   (Jack Schwager), Reminiscences of a Stock Operator (Edwin Lefèvre). L'analisi tecnica è una materia molto vasta ed è certamente impossibile utilizzare tutte le indicazioni per operare sui mercati, pena un susseguirsi di segnali contradditori che difficilmente permetterebbero di effettuare realmente delle operazioni. Utile dunque leggere e studiare quanto più possibile concentrandosi infine su argomenti e strategie che maggiormente si allineano alle nostre necessità, possibilità e potenzialità operative, con particolare riguardo ai rischi finanziari che ne conseguono. Mi permetto di consigliare a chi opera prevalentemente su azioni e in particolare sul breve termine il libro "Il trading hit & run" di Jeff Cooper ed i vari scritti di Pring sullo short term, mente per chi opera preferibilmente con metodi meccanici su future e materie prime i libri di Larry Williams.

 

Gtech

26 novembre 2013. Il titolo in oggetto, nei movimenti di medio e lungo periodo, è il sogno di qualsiasi analista tecnico. Non servono parole, credo, basta ammirare.

 

 

Mediobanca

30 ottobre 2013. La precedente analisi risale a giugno di quest'anno, la potete leggere poco sotto. Il titolo è rimbalzato proprio sul livello indicato come probabile supporto ed ha messo a segno un ottimo recupero, in linea con la risalita del mercato di riferimento. E' anche indicato il target rialzista minimo in caso di operazione reale, circa 5,7 euro (in alternativa il trader, su quello stesso livello, avrebbe cautelativamente dovuto aggiornare lo stop in pari o con un minimo di stop profit).

 

Mediaset.

14 ottobre 2013. Base daily, breve e breve/medio termine. Il grafico parla da sé e non credo sia necessario aggiungere granché: la tenuta o il break (confermato) dei livelli indicati dovrebbero dare la prossima indicazione per una migliore direzionalità.

 

 

 

Eni

Luglio 2013. Base weekly e monthly, medio e lungo termine. Riprendendo velocemente l'analisi fatta di recente si può notare come l'area di contenimento descritta a suo tempo continui inesorabilmente a creare movimenti laterali di medio e, soprattutto, di lungo termine; tutti i rialzi ed i ribassi degli ultimi mesi si sono infatti svolti tra i valori descritti e non ha fatto eccezione nemmeno l'ultima fase di mercato, con il ritracciamento deciso, veloce e corposo dopo il contatto abbondante con la resistenza, così come l'attuale recupero proprio dopo aver incrociato la linea mediana del range stesso.

 

Mediobanca

Giugno 2013. Base weekly, medio e lungo termine. Mediobanca ha effettuato una forte discesa dai massimi di medio-lungo termine toccati all’inizio dell’anno in corso a 5,66 punti; il ribasso della scorsa settimana ha portato le quotazioni molto vicino ad un possibile supporto di natura dinamica identificabile a 4,25/4,30 euro, interessante soprattutto perché, almeno per ora e da valutare principalmente in close weekly, l’eventuale sua rottura potrebbe non qualificare la continuazione direzionale e consentire, invece, un eventuale recupero almeno nel breve termine (auspicabile tra 4,85 e 4,90 euro almeno). In caso di ribassi di maggiore consistenza anche nell’immediato, sul grafico è evidenziato il livello di supporto successivo, teoricamente valido per ulteriori acquisti sulla debolezza e rilevabile a 3,6 euro circa (in tal caso il potenziale minimo ed auspicabile si sposterebbe al ribasso tra 4,23 e 4,44 euro circa).

 

 

 

Euro-Franco svizzero

Giugno 2013. Base weekly, medio e lungo termine. Nonostante le condizioni imposte a livello istituzionale al cambio Eur/Chf, dal mese di settembre 2012 il rapporto tra le due valute ha realizzato movimenti rialzisti/ribassisti che hanno creato un range intermedio tra area 1,20 e area 1,25 punti; i vari tentativi di forzare questi estremi (in particolare al rialzo, mentre al ribasso i minimi reiterati di periodo si sono sempre fermati a ridosso del supporto) da parte della nostra valuta si sono sempre infranti, risolvendosi con escursioni parziali infrasettimanali e successivi rientri all’interno dell’area stessa, in più situazioni culminati con decisi ritracciamenti di periodo. Dall’inizio del 2013 c’è una maggiore tendenza a tentare sortite in direzione della parte superiore del range, mentre al ribasso è la media di lungo termine che sostiene le quotazioni ad ogni ribasso, in luogo del supporto statico; in ogni caso, anche in questi ultimi sei mesi la maggior parte delle contrattazioni si è risolta su valori intermedi tra supporto e resistenza, a sostegno della tesi che identifica in una fase laterale di totale indecisione da parte degli operatori, in attesa, probabilmente, delle future mosse della BCE e conseguente (eventuale) contromosse degli organismi preposti della confederazione.

Qualora la situazione si sbloccasse, dunque, l’obiettivo rialzista o ribassista primario deriverebbe, semplicemente, dall’incremento/decremento del range in questione ai massimi/minimi identificati, il che proporrebbe un target rialzista almeno a 1,30 punti circa ed uno ribassista in area 1,15 punti.

 

 

 

Eni

Maggio 2013. Base weekly e monthly, medio e lungo termine. Il titolo è in trading range di ampio respiro dalla seconda metà del 2008 (uno dei maggiori trading range di lungo periodo relativo a titoli del nostro mercato se rapportato a situazioni relativamente recenti, dopo il 2000). L’area tra 12/13 euro e 18,5/19 euro rappresenta una fascia di prezzi all’interno della quale Eni ha effettuato tutti i suoi movimenti di breve e medio termine nel corso degli ultimi cinque anni, toccando più volte base e livello superiore con estrema precisione e venendone respinta in modo perentorio; una tale situazione, pur visibile solo se si affronta l’analisi con grafici settimanali o, meglio ancora, mensili, evidenzia una continua e costante compressione delle quotazioni in un’area di circa 7/8 euro, pari a poco meno di un terzo della quotazione raggiunta dal titolo in coincidenza con il suo massimo storico nel 2007. Un primo segnale di possibile rottura rialzista si è attuato proprio all’inizio dell’anno in corso; i prezzi settimanali hanno rotto la banda superiore portandosi sopra i 19 euro e rientrando all’interno dell’area in questione nell’arco di qualche settimana, generando, successivamente, una fase laterale all’interno della fascia nota e di grado superiore. Probabilmente, proprio questo massimo relativo e al di fuori dei  livelli indicati potrebbe essere l’indicatore da considerare in futuro: una successiva e, dunque, reiterata rottura sopra la resistenza di lungo termine che andasse anche a violare tale massimo relativo dovrebbe preludere all’abbandono risolutivo della lateralità. I primi due obiettivi identificabili, rispettivamente, di breve-medio e di medio termine sarebbero  21 euro (livello sensibile di lungo termine e, dunque, a prescindere dalle intenzioni di proseguire o meno, potrebbe creare occasioni per un ritracciamento oppure per una nuova lateralità di minore consistenza) e, successivamente,  24/25  ( l’area intorno ai 25 euro rappresenterebbe il ribaltamento con proiezione rialzista della fascia di congestione discussa). Per contro, il cedimento (confermato) sotto i 17 euro potrebbe, invece, riproporre il tentativo di avvicinamento del livello inferiore di tutto il trading range rilevato e rimandare, di parecchio, ogni velleità rialzista. Una considerazione che non vuole essere certamente definitiva ma la cui origine deriva da numerose osservazioni grafiche nel tempo: il desiderio, per ora sopito, di effettuare un break decisivo al di fuori dei livelli indicati, nella fattispecie in direzione rialzista, si è già verificato e, dopo una flebile accelerazione, le quotazioni sono rientrate in fretta in congestione (come spiegato sopra), situazione che, preferibilmente, non dovrà ripetersi in futuro qualora si verificasse l’auspicata rottura di lungo periodo, onde evitare che un secondo fallimento generi una successiva e totale mancanza di volontà da parte degli operatori di medio periodo di entrare in acquisto sulla forza eventuale e l’abbandono di aspettative interessanti in quelli di lungo periodo con conseguente mancanza di accumulazione di posizioni rialziste.

 

Su base mensile si notano segnali positivi già da tempo ma manca, per una migliore diagnosi rialzista, le dovute conferme che potrebbero giungere in caso di rottura anche di area 20 euro, come da grafico sotto. Il supporto da mantenere rimane identico a quello visto per l'analisi settimanale.

 

14 maggio 2013

 

Enel

Maggio 2013. Base weekly e monthly, medio e lungo termine. Il primo grafico mostra la tendenza di medio termine; dopo due movimenti decisi al rialzo, in seguito ai minimi realizzati tra luglio e agosto 2012, il mercato ha effettuato una discesa ampia che ha riportato le quotazioni in area 2,5 euro (da 3,3 massimo relativo di periodo), creando i presupposti per un pronto recupero che, ai valori attuali, è culminato in area 3 euro. Come si può ben vedere dal grafico allegato, dal punto di vista statico il titolo si trova a ridosso di resistenze e, dunque, potrebbe rafforzare la sua posizione in caso di break sopra i massimi della scorsa settimana poco sopra 3 euro; contestualmente, si possono notare due trend-line di medio e di lungo termine (rispettivamente linea blu e linea rossa) che potrebbero dare migliori indicazioni sia in caso di rottura che di tenuta, in quanto una loro tenuta seguita da una figura ribassista e dalla discesa sotto 2,80/2,85 potrebbe creare i presupposti per un migliore ritracciamento o, comunque, rinviare nel tempo il potenziale break rialzista di grado superiore. In caso, invece, di rottura confermata (close base settimanale, quindi) si aprirebbero spazi decisamente interessanti da valutare almeno fino all'area 4/4,2 euro circa.

 

 

Il lungo termine, invece, indica una doppia condizione: dal punto di vista di un'operatività più aggressiva e più "veloce" il titolo sarebbe già in condizione LONG dopo il superamento di area 3 euro circa (da dicembre dello scorso anno), in attesa di conferma in caso di superamento, in futuro, anche della resistenza posta a 3,35/3,36 euro circa. Al momento non si rilevano condizioni di ipercomprato o figure di allarme ribassista, motivo per cui l'analisi mostra due possibili supporti, evidenti anche secondo i canoni dell'analisi tecnica tradizionale: area 2,5 e area 2 euro (lungo termine esclusivamente). In caso di forti rialzi, nei prossimi mesi, la prima forte resistenza potrebbe essere 4,5/4,6 euro: la tenuta dovrebbe costringere a ritorni veloci in area 3 euro circa, un break confermato su base mensile preluderebbe a rialzi successivi potenzialmente di grande evidenza (5,8-6,1 euro almeno).

 

9 maggio 2013

 

Mediolanum

Aprile 2013. Base monthly, lungo termine. Il titolo sul lungo termine è molto tecnico, con particolare riferimento ai livelli statici come identificati sul grafico. Da tenere dunque in considerazione il primo potenziale segnale rialzista con l'incrocio del MACD sopra la sua mediana e, qualora fosse seguito in futuro dalla conferma su base mensile sopra area 4,7 euro, lo spazio che si aprirebbe potrebbe essere ampio e verso i massimi precedenti, sopra i 6 euro.

 

 

 

Indesit Company

Dicembre 2012. Base monthly, lungo termine. Poco da analizzare: la situazione vede la possibilità che il titolo sia entrato in condizione di positività piena (unica incognita rimane, a livello fondamentale, il fatto che il "vecchio", nonché proprietario della società, ha gravi problemi di salute e, dunque, potrebbero essere i figli a prendere le redini della azienda entro tempi non troppo lunghi, con tutte le incognite del caso), considerando sia l'analisi statica (livelli di supporto/resistenza lineari) che quella dinamica (trendline di lungo termine), il tutto supportato dall'analisi algoritmica (oscillatori). Aggiungo solo che i possibili livelli di target sono identificati direttamente sul grafico.

 

 

Microsoft

Ottobre 2012. Base monthly, lungo termine. La situazione attuale del titolo non richiede particolari commenti: dopo massimi e minimi di lungo termine rispettivamente poco sotto 38 dollari e poco sopra i 14 dollari Microsoft ha effettuato almeno tre movimenti importanti con un primo recupero, corposo e veloce, un ritracciamento culminato con un lungo trading range (quasi due anni senza rompere max o minim precedenti) e successivo strappo rialzista sopra il massimo relativo precedente. I mesi successivi sono coincisi con la definizione di una nuova area laterale e, osservando il grafico, si riesce a vedere benissimo quali sono i due livelli estremi oltre i quali le possibilità di nuovi movimenti direzionali sono reali. Qualora ciò accadesse, area 35/35,5 dollari o area 24,8/25,2 dollari sarebbero i primi obbiettivi da valutare.

 

 

 

Hera

4 ottobre 2012. Base daily, breve termine. L'attuale trend rimane positivo con i prezzi sopra le medie mobili, a ridosso delle due più veloci, con le stesse incrociate al rialzo. L'area disegnata sul grafico, tuttavia, potrebbe rappresentare lo spartiacque per il breve periodo: un break, confermato, sotto il livello potrebbe aprire spazi per una continuazione del ritracciamento anche verso 1,16/1,18 euro circa. In tal caso, sia il doppio massimo ravvicinato che le resistenze di lungo termine ben identificate dai ritracciamenti di Fibonacci e dallo statico (tratteggiata), creerebbero l'area di maggior interesse in caso, invece, di ripresa dei corsi, sia nell'immediato che successivamente ad un eventuale maggiore affondo come detto sopra.

 

Mediobanca

4 ottobre 2012. Base daily, brevissimo termine. Dopo la consistente salita degli ultimi due mesi il titolo sta riassorbendo l'ipercomprato di periodo; al momento il movimento è sostanzialmente laterale con un primo ritracciamento canonico di tre candele negative seguite da un range di prezzi contenuto proprio tra il massimo di periodo e il minimo del movimento di ritracciamento. Al momento, dunque, si identificano due aree di potenziale break: una dinamica formata dal triangolo costruito sulle due trend-line che partono proprio dai due livelli di cui sopra, l'altro statico le cui basi differiscono poco dalla precedente. In caso di rottura gli obbiettivi sarebbero quindi, probabilmente, almeno questi:

break rialzista dinamico - area 4,7/4,8 euro

break rialzista statico - area 4,6 almeno, 4,8/4,85 target principale

break ribassista dinamico - area 3,8/3,9 euro

break ribassista statico - area 3,8 almeno, 3,6/3,62 target principale.

 

a considerare, tuttavia, che un'eventuale rottura confermata, al di là del discorso legato al brevissimo termine/intraday, potrebbe creare ulteriori aspettative in virtù del fatto che tanto l'area statica che il triangolo rilevato, a seconda della direzione del break, potrebbero essere anche identificati come valori di continuazione o di inversione, data la chiarezza delle due figure e, quindi, da valutare anche in un'ottica diversa e sulla base di indicatori e pattern più specifici per il breve periodo anziché per il brevissimo termine e/o intraday.

 

 

Facebook

1 agosto 2012. Base daily, breve termine. Il titolo, nonostante le aspettative iniziali, ha perso moltissimo (oltre il 50%) dalla sua quotazione, avvenuta poco più di due mesi fa. Le prospettive, vedendo il grafico, non sono rosee ma, ad ogni buon conto, talvolta in borsa proprio le situazioni più disperate permettono di dare le maggiori soddisfazioni. A questo proposito, visto il declino rapido e intenso a cui è stato sottoposto il titolo, è possibile che a breve le quotazioni possano subire una minore pressione ribassista e permettere, almeno, una situazione di stallo o, ottimisticamente parlando, un recupero che possa portar, in prima istanza, a colmare quel gap decisamente ampio di pochissimi giorni fa. Il prezzo ideale, a mio avviso, per un acquisto sulla debolezza potrebbe essere poco distante dai valori attuali e rilevabile, circa, nell'area tra 17 e 19 dollari. In ogni caso, per chi lavora su indicatori e/o oscillatori, eventuali divergenze da valutare nei prossimi 2-10 giorni potrebbero permettere, a prescindere dai prezzi, di trovare un discreto punto di ingresso con uno stop relativamente interessante (conferma sotto 17 dollari e operazione da ripetere anche più volte se stoppata e dopo adeguato recupero sopra i 20 $) e target a 28, 30/30,5 e 34/35 dollari, in successione.

 

Ascopiave

27 luglio 2012. Base daily, breve termine. Il grafico mostra già le indicazioni del caso e l'analisi completa senza aggiungere altri commenti, come si può ben vedere.

 

 

Harris Corp (Nyse)

19 luglio 2012. Base daily, brevissimo termine. Sul grafico giornaliero il titolo ha rotto e poi confermato il break rialzista, portandosi a ridosso delle due medie di breve termine, entrambe inclinate negativamente e incrociate al ribasso; la rottura grafica ha fatto seguito alla ripresa delle quotazioni dopo una divergenza rialzista indicata chiaramente dal Williams%R e all'incrocio, anch'esso rialzista, dello stocastico, tra l'altro in rientro dall'ipervenduto. Primo obbiettivo, dunque, area 42,2/42,5 $, livello sul quale prendere profitto in tutto o in parte (a seconda del tipo di trading operativo adottato) o spostamento dello stop loss sul prezzo di carico, stop loss che, a mio avviso, in origine andrebbe messo qualche tick sotto l'ultimo minimo realizzato due giorni fa, con obbiettivo successivo ed eventuale a 42,9/43,3 $.

 

RT Ltd (quot. NYSE)

2 marzo 2012. Base weekly, breve/medio termine. Sul grafico settimanale si sta formando un interessante figura che potrebbe preludere ad una accelerazione rialzista, condizione coadiuvata da una evidente positività derivante dal conteggio di ben sette candele rialziste nelle ultime otto settimane. Il MACD è già ampiamente virato in positivo con l'incrocio delle sue medie avvenuto ormai sette barre fa, quindi in coincidenza con l'inizio di questo mini-trend ancora in atto; con la chiusura attuale si sta verificando, per la prima volta dopo 7/8 mesi, una rottura confermata delle due medie mobili indicate nonché il break dell'Abrahm indicator. Segnale, dunque, in caso di break dei massimi infrasettimanali ultimi, con stop sotto la figura doppia visibile appena sotto l'ultima quotazione, comprendente l'unica candela ribassista di periodo e la successiva inside.

 

Finmeccanica

24 gennaio 2011. Base daily. Breve termine. Una velocissima analisi sul titolo: il precedente ritracciamento si è fermato sopra il minimo di medio periodo posizionandosi tra 8,30 e 8,40 e da questi valori si è ripreso in modo deciso fino a sfiorare, nell'ultima seduta, area 10 euro. Più situazioni distinte permettono di valutare questi valori appena raggiunti come un possibile livello di interesse da parte degli operatori, in quanto:

1) resistenza di periodo a carattere dinamico importante

2) volumi in crescita estremamente anomala nella seduta che ha segnato il massimo ultimo

3)stocastico di breve periodo in ipercomprato da qualche giorno e con possibile divergenza singola in atto.

La valenza è doppia: nel caso di tenuta, infatti, la vendita sulla forza potrebbe dare, nel breve e brevissimo periodo, buone possibilità di guadagno, grazie a potenziali ritracciamenti verso i 9,3/9,4 ed eventualmente 8,8/8,9 euro. Nel caso di break confermato, invece, proprio il fatto di essere, presumibilmente, una resistenza di una certa importanza creerebbe spazio per rialzi ci una probabile consistenza. Qualora le quotazioni stornassero e, comunque, iniziassero a muoversi in laterale, o quasi, all'interno dell'area triangolare facilmente distinguibile sul grafico, le opportunità di trading direzionale che potrebbero concretizzarsi in seguito alla successiva rottura sarebbero interessanti e valide sia per il rialzo che per il ribasso, in entrambe le situazioni con prospettive significative in termini di potenziale movimento.

 

STM

11 novembre 2010. Base daily. Breve termine. Il titolo continua la sua corsa al rialzo dai primi di settembre: inizialmente con moderazione e, nella seconda parte a partire da poco prima della metà di ottobre, con una buona accelerazione che ha portato le quotazioni in area 6,70 euro. Proprio di recente, STM ha raggiunto un doppio obbiettivo rialzista determinatosi prima sul break dinamico sopra i 5,50 euro e, successivamente, in rottura del livello statico a 5,80/5,85 circa; 6,50 e 6,70 euro, infatti, rappresentavo i due obbiettivi validi per il breve periodo. Resta ancora valido, non ancora raggiunto, il prossimo di natura statica appena sotto i 7 euro, livello a cui il titolo dovrebbe tendere qualora i supporti principali dovessero rimanere inviolati; tra di essi, il più interessante, almeno per il momento, è rappresentato dall'area tra 5,90 e 6,10 euro circa, livello statico e area di gap ancora aperto. Il cedimento, invece, creerebbe le condizioni per la continuazione del ritracciamento o, al limite, per una lateralità di periodo tra 5,4/5,5 e 6,2/6,4 euro.

 

Telecom

23 settembre 2010. Base daily. Breve termine. Il titolo ha incontrato la resistenza dinamica principale di periodo a cavallo tra la fine di agosto ed i primi giorni del mese di settembre; ogni tentativo, in quei giorni, di effettuare un break rialzista è fallito e la prima conseguenza, come si può ben vedere dal grafico giornaliero, è stato l’attuale ritracciamento in atto e che sta portando le quotazioni nuovamente a ridosso di area 1 euro. Graficamente, sotto 1,02 euro le possibilità che il movimento di ritracciamento continui potrebbero assumere una migliore connotazione, fermo restando che, in tal caso, la prima resistenza da mantenere inviolata, a livello sempre grafico, dovrebbe essere 1,075 circa o, per un’operatività più permissiva, sopra il massimo di periodo in area 1,10 circa. Primo supporto, invece, di natura statica è rappresentato dal precedente massimo relativo, rotto e confermato in precedenza e rilevabile tra 0,97 e 0,99 euro. Da notare la negatività del Price Oscillator (da almeno 3 sedute) e la divergenza ribassista confermata del MACD.

 

Benetton

8 luglio 2010. Base daily. Breve/brevissimo termine. Un velocissimo aggiornamento dell'ultima analisi sul titolo Benetton del 13 maggio, giusto per verificare che la situazione è rimasta la stessa nonostante alti e bassi di periodo. L'area di trading range rimane quella precedentemente indicata ed ancora oggi, come già nel periodo intercorso tra l'analisi precedente e questa, è possibile ottenere guadagni, seppure limitati, sfruttando acquisti sulla debolezza e vendite sulla forza, sulla base delle trendline e dei livelli statici di supporto e resistenza, coadiuvati, a loro volta, dai movimenti dell'oscillatore (con particolare riferimento, ma non solo, alle divergenze).

 

 

Benetton

14 maggio 2010. Base daily. Breve/brevissimo termine. Il titolo si sta muovendo in un'area ben definita tra 5,5 e 6,8 euro circa, realizzando dunque un trading range con escursioni di tutto rispetto e dell'ordine del 20% circa ciascuna; come si vede bene dal grafico, da qualche giorno si sono formati i quattro pivot idonei a classificare tale area e, tanto sui massimi quanto sui minimi, i valori coincidono quasi perfettamente tra loro. Ciò indica quindi, abbastanza chiaramente, che il titolo ha trovato la fascia di prezzi dalla quale, in futuro, fuoriuscire con break direzionale per un successivo e conseguente movimento direzionale di 1,2/1,5 euro circa almeno, situazione che permetterebbe, eventualmente e in caso di rottura rialzista, di tornare sui massimi di periodo intorno agli 8 euro, mentre al ribasso potrebbe significare rivedere Benetton sui minimi realizzati a marzo del 2009, in coincidenza coi minimi di lungo periodo del mercato azionario italiano. Nel frattempo, in attesa che si verifichi l'evento risolutivo in una delle due direzioni, chi opera nel brevissimo periodo e per ottenere performance limitate (ma in un'ottica di maggior frequenza operativa) può basarsi sui livelli statici e dinamici indicati sul grafico e riproducibili su qualsiasi piattaforma. A parte i due livelli statici principali già discussi e disegnati con le due linee blu tratteggiate, che rappresentano supporto e resistenza principali sui quali operare con i conseguenti stop leggeri e reverse direzionali, è possibile agire anche su livelli sensibili all'interno dell'area di contenimento prezzi stessa; anche le trend-line di breve e brevissimo, infatti, rappresentano possibili punti di svolta sui quali operare generalmente in acquisto sulla debolezza o in vendita sulla forza (in questi casi forza e debolezze relative, avendo identificato il trading range di periodo). In aggiunta è possibile attuare acquisti e vendite anche sfruttando i momenti di ipercomprato e ipervenduto di brevissimo periodo, in particolare se sui valori dell'oscillatore (in questo caso lo stocastico lento) si verificano divergenze anche leggere. Considerata l'ampiezza dell'area di trading range le aspettative per operazione, sia al rialzo che al ribasso, nell'ottica di scalping o quasi, potrebbero essere nell'ordine dei 5/10 punti percentuali, con stop loss di base tra il 3% ed il 5% circa.

 

Ansaldo

8 aprile 2010. Base weekly, breve/medio termine. Il titolo ha effettuato un rialzo estremamente interessante che lo ha portato dai minimi sotto 7 euro del 2008 fino ai circa 15 raggiunti proprio nelle ultime settimane, con un movimento ben strutturato e formato da rialzi decisi, ritracciamenti, fasi di lateralità necessarie e ripresa del rialzo, il tutto verificabile in due sotto-movimenti principali ben visibili dal grafico sotto: doppio minimo di medio/lungo periodo, ripresa e break dei massimi con raggiungimento del target successivo in perfetta armonia con il primo range max-min realizzato tra il 2006 ed il 2008. Attualmente, proprio nelle ultime due settimane, il titolo sta effettuando una nuova rottura sopra il massimo precedente, in assenza di figure particolarmente allarmanti di ipercomprato o, peggio ancora, di divergenze ribassiste. Ciò farebbe quindi pensare alla possibilità di nuovi allunghi di una certa consistenza; in effetti le indicazioni sono tuttora positive, salvo per il fatto che, a livello statico-ciclico, i prezzi in area 15/15,30 configurano una potenziale resistenza di breve e/o di medio periodo, ragione per cui sarà da ora in poi verificare la tenuta di questi livelli ed eventualmente, in caso di ritracciamento, la tenuta anche del supporto inferiore nella fascia tra 14 e 14,8 euro circa, importante per la potenziale continuazione, immediata o meno, del movimento rialzista in atto. La conferma di break, invece, sempre considerando la successiva tenuta del supporto appena citato, vedrebbe possibili nuovi obbiettivi a 17 euro prima e 17,8 successivamente.

 

 

STM

22 febbraio 2010. Base daily, breve/brevissimo termine.

Un’occhiata molto veloce al titolo STM. Le quotazioni hanno avuto un’ottima rivalutazione dopo il ritracciamento deciso e corposo culminato con i minimi di fine 2009; al doppio minimo è seguito il rimbalzo veloce, il successivo storno a formare un minimo superiore tra 5,6 e 5,8 euro e dunque questa ripresa del movimento positivo in atto tuttora. Nella seduta di ieri si è verificato il break confermato sia dell’ultimo massimo relativo che della prima resistenza statica di brevissimo periodo, in coincidenza, inoltre, con la rottura della trend-line che collega gli ultimi due massimi decrescenti. L’oscillatore di inversione e continuazione del trend indica positività: per chi volesse entrare sulla forza il break il prezzo è quello di chiusura precedente mentre volendo spuntare un valore di entrata migliore si potrebbe verificare un eventuale ritracciamento di nuovo a 6,06 oppure sotto a 5,8/5,9. Lo stop loss potrebbe essere valutato al di sotto di 5,45/5,50 (meglio con validità in close di seduta), mentre il primo profit per chiusura parziale o totale o, eventualmente, per adeguare il trailing stop potrebbe essere a 6,75/6,85 euro.

 

Terna

5 gennaio 2010. Base daily, breve termine.

Il titolo è da almeno sei mesi in una fase di decisa positività di medio periodo e di parziale positività di lungo periodo; dai minimi realizzati alla fine del 2008 poco sopra area 2 euro le quotazioni si sono riprese in modo deciso tornando sui massimi storici e annullando, di fatto, tutto il ribasso dei corsi avvenuto durante la discesa dei mercati tra il 2007 e i primi mesi del 2009. La performance attuale a due anni è dunque nulla mentre quella dai minimi di cui sopra è intorno al 50% (sui prezzi attuali); su base annua è inferiore alla precedente ma comunque sfiora il 30%. La situazione così evidenziata, sia rispetto ai massimi storici che su base annua, pone il titolo in una chiara posizione di forza rispetto al listino in generale; considerato il fatto, quindi, che la situazione appare non molto chiara, in generale sui listini, e che molti titoli, in questa ultima fase rialzista, non hanno accompagnato la rivalutazione degli indici, potrebbe permettere di operare nel breve periodo cercando di sfruttare eventuali break di forza oppure, meglio ancora in tali situazioni, provare a entrare nelle fasi di debolezza e mantenendosi in linea con il trend di fondo principale. Unica controindicazione un discreto numero di divergenze neutrali-ribassiste che incombono sulla possibilità di mantenimento del trend nel breve periodo, motivo per cui preferisco considerare l'operatività in questi stretti termini.

In evidenza sul grafico una prima fascia di prezzi tra 2,81 e 2,86 circa, quindi una seconda, inferiore, tra 2,72 e 2,77 circa: per lo speculatore di breve periodo l’operatività potrebbe dunque basarsi su acquisti mirati in una o meglio ancora in diverse soluzioni proprio in queste aree di prezzo nel caso il titolo effettui ritracciamenti nei prossimi giorni, nell’ottica di sfruttare  successivi rimbalzi o ripresa del rialzo a ridosso dei massimi o sopra (anche in questo caso, condizioni di investimento permettendo, procedendo alla liquidazione in momenti e a prezzi diversi, attuando la conosciuta metodologia del trailing stop sulle posizioni). In entrambi i casi lo stop sarebbe quindi sufficientemente leggero da permettere di operare con tranquillità e in condizioni di rapporto rischio/rendimento interessanti.

In alternativa, break sopra i massimi appena realizzati (intraday o su base daily in chiusura a seconda della propensione al rischio) potrebbero creare invece le condizioni per u nuovo allungo verso area 3,26/3,33 circa; in questo caso lo stop da prendere in considerazione dipenderà dal movimento ultimo su ritracciamento/lateralità attualmente in corso (ma comunque presumibilmente leggero anche in questo caso).